05-03-2011 GIRO DEL BOVINO BOSINO VARESINO
 

Ore di viaggio: 11 circa delle quali 8 in sella

Km percorsi : 410 circa
Pasto:fortemente scelto da Brianza, ristorante “tre re” di Luino, zona lungolago, posto carino con caratteristica ambientazione a tratti medievale a tratti non si sa, imperdonabile assenza della pizza, specie la pizza, insomma mancava la pizza e noi la volevamo, la pizza, si proprio la pizza, quella alan di pizza sarebbe stata il top, ma non c’erano le pizze e quindi…spaghettata dei tre re e altri primi, qualche tiramisù, una crema di nocciola con gelato, qualche birra, caffè e ciambelline offerte dalla casa…media di 16€ a testa…se non fosse per la “cordialità” delle maestranze non ci tornerei...al di sotto dei nostri standard…

 

Report

Il risveglio è duro…la nottata è stata intensa…faticosamente inizio a ricordare perché mi sto alzando se ho un sonno allucinante…poi la mente, come un vecchio 286, inizia a mettersi in moto…oggi c’è un gran bel giro in programma…sarà certamente una bella giornata…i ragazzi mi aspettano…accompagnato dalla presenza costante della riserva della mia auto in modalità daytarn III vado a recuperare Ciclamina…completo la vestizione pluristrato in modalità semi invernale e parto…l’aria fresca, quasi gelida (il termometro segnala +3°), è come una botta di adrenalina e dopo pochi km sotto una coltre di nubi, sempre in riserva anche con la moto, il risveglio è completato…CHICCOGT ON!
Alle ore 9, puntuale, tra le nuvole si fa largo lentamente un timido sole, e al classico appuntamento in Viale Elvezia a Monza rispondono: Brianza, al rientro dopo le opere di restyling, Fox, con la sua trousse di bellezza sul sellino posteriore, Pukin, con la sua tutina da Power Ranger, Sek, con i suoi 35minuti di ritardo dovuti alla disperata ricerca di non si sa cosa e non si sa il perché, e le new entry Roc91 che finalmente si è potuto unire alla mandria, e il mitico Bob a cavallo della sua piccola guzzi!
Come i magnifici sette partiamo a bordo dei nostri cavalli multimarca in cerca di avventura, il primo giro mediamente lungo dell’anno ci aspetta…personalmente sono incuriosito dal tracciato che per gran parte su una due ruote non ho mai fatto.


La fase di trasferimento in valassina verso Como, vede Brianza fare da apripista, bello carico ci da con il gas e l’effetto elastico è quasi inevitabile…da segnalare che a momenti, Brianza inconsapevole, si rischia quasi il tamponamento a catena per via dei suoi stoppies improvvisati per verificare il funzionamento dello stop…magari la prossima volta eviterei…eheheh
A pochi passi dalla dogana urge una sosta logistica, infatti il buon Sek, dopo mesi e mesi, è ancora dotato di solo foglio rosa quindi gli suggeriamo caldamente di saltare il breve tratto svizzero e attenderci a Malnate, da dove insieme proseguiremo per Luino. Brianza decide di fargli compagnia e così ci dividiamo in due gruppi. Nota, appena entrati in Svizzera in zona Chiasso…costo della benzina € 1.34 contro 1.52 mediamente praticato in Italia…
Mappa alla mano mi pongo alla testa del gruppo e faccio strada…so benissimo che non so esattamente dove sto andando, ma in onore delle “migliori strade a caso prese del presidente”, ostento sicurezza e procedo spedito verso le montagne sopra Mendrisio.La strada, dal percorso tortuoso discretamente mantenuto, si presenta a tratti umida, si viaggia bene, il panorama è piacevole e i miei poveri compagni di avventura non hanno così modo di sospettare alcunché…dopo una decina di chilometri (Morbio sup, Lattecaldo, che forse ha influito sulla psiche da manzo, Cabbio, Bruzella) mi rendo conto che la mia scelta è ufficialmente sbagliata, mi consulto con Fox ed entrambi ci auto-conviciamo che sia meglio proseguire, in quanto prima o poi salendo salendo la strada scenderà dall’altra parte…eccoci in Val Muggio.
Nel frattempo Sek e Brianza sono già a Malnate al bar Marrakesh ad ingozzarsi di qualsiasi cosa possa sembrare utile ad una colazione da Manzi…


La sede stradale diventa sempre più ridotta, e metro dopo metro sembra di esser entrati in un buco spazio-temporale modalità ritorno al futuro…la cosa più tecnologicamente avanzata in quei paesini pare essere l’asfalto e le motoseghe abbandonate…è così che ad un certo punto a un punto certo come diceva il comico Albanese…ci accorgiamo che qualcosa non torna proprio…sotto il mio casco monta una risata con lacrime agli occhi…la presenza umana forestiera è talmente sottovalutata che gli abitanti del luogo depositano il letame e tagliano la legna direttamente in mezzo alla strada, dietro le curve…manca solo la bella del paese con i baffi ad accoglierci e poi sembrerebbe di stare a Mai Dire Gol con Crozza e De Luigi…tra pecore e letame ci viene imposta una sosta…la strada…quella che prima o poi scenderà…culmina a Scudellate…contro una piccola Chiesa…Mannx ci definirebbe i soliti perbenisti!
Non ci resta altro da fare che un paio di foto ricordo, ed essendo privi di una bandiera, ci pensa Pukin a “marcare” il territorio…i Manzi hanno conquistato la vetta!
Il ritardo accumulato sulla tabella di marcia è già di ben un’ora e mezza, e l’unica cosa da fare è quella di tornare indietro e capire da dove è nato l’errore…seguiamo per Mendrisio, tagliamo un po’…e arriviamo finalmente a Malnate, dove sorridenti Sek e Brianza ci attendono belli ammanzati dalle simpatiche vicende all’interno del bar.
Intanto un’altra new entry, Pierpat, mi segnala la sua presenza a Luino...dovevamo essere già in zona…ma niente panico…tra un’ora saremo lì gli dico…

Si riparte, con Bob a fare da apripista e finalmente, dopo tanti imprevisti, ecco qualche curva in Valganna. Fox ne è felice perché fino a quel momento ha fortemente rischiato l’abbiocco…in qualche punto si tenta qualche piega più significativa e in generale il ritmo si alza un po’…ordinati e compatti procediamo da Varese fino a Mesenzana…per poi svoltare verso Cunardo in direzione Ponte Tresa.
Il meteo migliora sempre più e la temperatura diventa quasi piacevole, ma, arrivati a Ponte Tresa, causa strada italiana per Luino interrotta, vi è obbligatoriamente un confine da valicare…e il Sek, da vero contrabbandiere clandestino, valica sornione mimetizzandosi tra la mandria…in lui però c’è la consapevolezza di rischiare di dover fare la doccia in qualche penitenziario svizzero ove ripagare il karma…nei suoi occhi si scorge una tensione mista a buon umore…il fiume Tresa fa da spartiacque tra il rischio e la serenità casalinga…
In breve tempo siamo finalmente a Luino, lungolago, dove pazientemente Pierpat è ancora lì, con la sua zetina gialla ad attenderci per il meritato pranzo…lo stomaco borbotta, la fame  l’argomento che va per la maggiore…sono già le 14 infatti!
Brianza, si mette a capo dell’allegria compagnia di “demanzi”…e…sceglie il ristorante tre re…forse affascinato dall’armatura e dall’enorme scritta posta al di fuori del locale…(per la descrizione vi rimando a poco più su). A tavola gli argomenti gettonati sono le malefatte del Sek nella sua vita e inspiegabilmente, o almeno io mi son perso dei passaggi, l’incendiabilità della benzina guidato dall’esperto in piromania Pukin. Nemmeno le ciambelline offerte dalla casa riescono a bloccare il flusso delle cazzate…così la tavolata risulta come al solito piacevole e ben affiatata. Cosa che fa piacere considerando il fatto che tra noi ci sono parecchi nuovi…
Il tempo scorre…e siamo ancora con le gambe sotto al tavolo…l’orario di arrivo previsto è un’utopia…Roc, consegnatore a tempo perso di pizze in stile motogp,decide di accompagnarci per qualche ultima curva prima di rientrare alla base accompagnato da Pukin.

Prima però, detto dei prezzi del carburante in precedenza…d’obbligo un bel pieno per tutti…con Sek che ci narra di essere sprovvisto da anni di carta d’identità causa smarrimento…insomma…clandestino sempre più…
Salutato il duo errista…si procede lentamente sul lungo lago…il panorama è piacevole, la strada permetterebbe un ritmo molto alto, ma il timore di incappare nei poliziotti elvetici tende a controllare il polso il più possibile.
Per non farci mancare nulla e mettere il Sek sempre più a rischio entriamo per un breve tratto anche in autostrada senza vignetta, e poco dopo l’uscita…il posto di blocco con gli agenti elvetici posti al centro della carreggiata…sono attimi brevi…forse venti secondi…ma intensi…di certo sotto i caschi il pensiero è uno solo…FERMATELOOOO FERMATELOOOOO E’ CLANDESTINOOOOOOO…ma…gli agenti intenti a ispezionare ogni auto passante…ignorano la rossa bolognese del nostro amico sardo il quale la fa ancora una volta franca buttandosi al centro della mandria fischiettando la nota canzone omonima di manu chao…meglio di Arsenio Lupin…
Passiamo dalla ridente città di Locarno, invasa dai cittadini in crisi da shopping e proseguiamo per la Centovalli…la strada, specie nel versante svizzero è davvero piacevole, peccato per la stagione ancora non ottimale, e qualche sassolino pirata qua e là. Il versante piemontese risulta invece meno godibile.
Il ritmo si alza nuovamente e ora anche io, dopo aver riportato la pressione delle mie gomme da 1.5 a 2.8 posso riapprezzare le doti dinamiche della mia moto…ecco perché facevo fatica prima a fare anche la più stupida delle curve…sembrava di guidare un camion!
Pierpat, pulisce la gomma nelle prime curve, sfoggia la sua telecamerina di bordo e prova dei filmati da rimandare ai posteri, Fox e Brianza tentano più volte di azzanargli senza pietà la gomma posteriore. Sek rimane leggermente attardato in compagnia del felicissimo Bob che ha davvero apprezzato questo lungo tratto di strada.

 

Nota, in Val Vigezzo, prima di arrivare a Malesco, passiamo per Re un piccolo centro con una cattedrale/santuario favolosa…merita di certo una visita.
Da Malesco ritorniamo verso il lago maggiore attraverso la Val Canobbina…strada dalle bellissime curve ma con una manutenzione dell’asfalto davvero precaria…il primo tratto, complice anche l’assetto delle sospensioni racing andante, sembrava di stare in uno shaker…e per il resto purtroppo tante buche, sassi… La media, rispetto alla Centovalli, è notevolmente scesa, così come il sole che si nasconde dietro le montagne…il gruppo si sgrana e si divide in due gruppetti principali…Bob e Sek non vedono l’ora di uscire da quella strada definita un angolo di transilvania per via della luce calante nel bosco e la rapida discesa della temperatura…
Arrivati a Cannero Riviera, visto che sono le 18 circa, tagliamo sul giro preventivato…e passando per il lungolago in direzione sud ci accingiamo ad arrivare a Verbania, dove, preciso al secondo ci attende il traghetto per riportarci sulla sponda lombarda del lago maggiore.
Durante il trasbordo si commenta la giornata che sta volgendo al termine, si fanno appunti su un possibile futuro giro da queste parti, poi…al povero Bob arriva un sms da parte di Unicredit Banca… “le sono stati addebitati 150 franchi svizzeri per il rifornimento effettuato ecc ecc”…palese l’errore…Bob cerca di farsene una ragione…lunedì verificherà il tutto sperando che non sia così…
Sbarcati a Laveno seguiamo Pierpat fino a Besozzo, da lì il giro si può definire chiuso con i saluti di rito, il piacere di aver condiviso un bel giretto e la promessa che presto ce ne saranno altri all’altezza del Manzoteam…il resto è tutto un’autostrada di rientro fino a Monza dove la mandria decide di frammentarsi ognuno secondo il suo ritmo…

 

Un giro per i manzi quasi totalmente inedito…un giro che un po’ mi ha personalmente lasciato l’amaro in bocca, va perfezionato e va tenuto conto anche del senso orario per compierlo…non so se in questa stagione o oramai alla prossima…ma di certo con due aggiustamenti…anche queste zone diventano davvero belle e godibili.

 

 

 

Un ringraziamento a tutti i partecipanti nuovi e vecchi…vi attendiamo ai prossimi appuntamenti!!!

 

 

 

 
 
 
testo a cura di ChiccoGT

 

 

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